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domenica 15 aprile 2018

Tanto tempo è passato, troppo... ma a volte capitano dei periodi, durante il percorso della nostra vita, che ci obbligano ad essere più forti di quello che siamo.

Uno di questi periodi ha a che fare con la perdita del mio papà.

La cosa che non riesco a distogliere dalla mente è la sofferenza che lo ha accompagnato fino a che non se n'è andato... chissà dove. Una sofferenza di parecchi anni durante i quali la malattia del Parkinson lo ha lentamente logorato e portato via da me.

Non dimostro sofferenza. La tengo dentro, tutta per me e la esprimo in privato. Ma questo spazio, al quale tengo molto e sono affezionata, lo considero come casa mia. Mi sento al sicuro e a differenza di altri social è anche un diario.

Io non so che pensare, qualora riuscissi a formulare dei pensieri e non riesco a fare chissà quali discorsi poetici... so solo che non avrei mai immaginato, anche se iniziavo a sospettarlo durante l'avanzare della malattia, che avrei sentito un qualcosa che sarebbe mancato alla mia esistenza.

Non ho avuto molta voglia di fare anche se, mio marito (per fortuna il cielo me lo ha donato) mi sprona in mille cose per tenermi impegnata senza mai forzarmi.

Ci sono state anche tante belle novità anche se non c'è stata la possibilità di goderne a pieno e in un clima di serenità. Ma questo non è importante.

Mi dicono che le persone care, quando non ci sono più, vivono dentro di noi in tutto quello che facciamo ed io credo di avere dentro la parte migliore di lui. Quella della creatività, del saper fare, del sapermi arrangiare da sola in quasi tutto quello che faccio, il non riuscire a chiedere mai aiuto a costo di fare maggiore fatica ed in ultimo un'altra che preferisco tenere per me.

post del 08/06/2018

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